Io, Pushkar e le bimbe

Io, Pushkar e le bimbe

Questo non vuole essere un diario di una giornata singola, proverò a raccontare la mia esperienza in Pushkar con l’associazione, terminata in questa giornata. My little Indian sister and her amazing family. 

Me, Pushkar and the girls. This is not going to be a diary of a single day, but I will try to describe my experience in Pushkar and in this foundation that ends today.

Sono stato accolto da Emanuela, Presidente di AFLIN Onlus, costola italiana della Fondazione indiana, prima ancora di partire per l’India che con la sua gentilezza ha acconsentito a farmi conoscere le bimbe della scuola Fior di Loto nella città. Il mio doveva essere un viaggio itinerante di 40 giorni alla ricerca della cultura e della spiritualità dei luoghi sacri dell’India, partendo dal Rajashtan sarei arrivato alla città di Pushkar, dove nacque l’universo secondo la religione hindù, il 3′ giorno di viaggio per rimanerci solo una notte e ripartire il giorno successivo. Sapevo che era una tappa veloce e l’incontro con queste bambine era troppo importante per dedicargli così poco tempo, così decisi da subito di tagliare Orchaa che mi avrebbe permesso di rimanere una notte in più in questa città, dedicandogli così un giorno tutto per loro. Ho conosciuto Laurenza che mi ha raccontato con tanta passione delle storie delle bambine e dell’associazione, della sua bambina, dei ragazzi di Pushkar e del motivo per cui era lì. Così le ho incontrate per la prima volta il giorno successivo in quella che ora è la loro seconda casa, la scuola, ed è stata pura gioia fin dal primo sguardo, timide eppure educate e disciplinate ma sempre sorridenti, di quel sorriso che ti riempie il cuore e ti fa dimenticare tutto, solo per vivere di quell’attimo.

I was welcomed from Emanuela president of AFLIN when I was still in Italy and she was so kind to give me the possibility of getting to know the girls of the Fior di Loto school. My trip was supposed to be 40 days of moving around to look for spirituality and culture in the sacred cities of India, starting from Rajastan I was supposed to arrive to the city of Pushkar on my 3 day here, where according to Hinduism the universe was formed. I was supposed to stay only 1 night and leave the next day. I knew this was an quick stop, but it was so important that I couldn’t stick to my plan and right away I chose to skip Orchaa and stay an extra day here, to spend a whole day with the girls of the school. I met Lau that talked to me which such enthusiasm and passion the stories of the girls and the foundation, of her girls, the people of Pushkar and the reason why she is here. So the next day I met the girls in school, the school that now is their second home and from the first moment it was pure happiness, they are shy but at the same time polite and disciplined and they always smile, it is the kind of smile that fills your heart and makes you forget about everything, just to live in that moment.

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C’è voluto poco per avvicinarmi e presentarmi ad alcune di loro, e grazie all’incontro con Mara una dei tre fondatori della Fondazione indiana, di conoscere per la prima volta questa piccola ma grande realtà che conta più di 500 bambine con grandi difficoltà familiari di cui l’associazione si sta prendendo cura. Lei più di tutti in questo viaggio, mi ha insegnato tanto della situazione culturale difficile indiana di queste bambine, di quanto sia importante permettergli un futuro e di come si possa costruire grandi cose, come questa scuola, dai piccoli gesti di bene quotidiani. Quella bella emozione provata, la mia curiosità di approfondire questa realtà e un’esigenza incombente dell’associazione per delle fotografie, mi hanno fatto decidere di tagliare anche la tappa successiva, permettendomi così di rimanere ancora diversi giorni in questa città e aiutarli con questo progetto. Sono andato a trovare alcune di loro nella loro casa, una famiglia vive in una tendopoli, ci hanno accolto volentieri in casa loro e non potendo offrire nulla nella loro semplicità, ci hanno fatto accomodare con gentilezza sulla loro migliore stuoia per intrattenerci con un piccolo spettacolo di magia, è stata davvero un’esperienza forte vedere quel contrasto. Anche l’altra studentessa ci ha accolto nella casa successiva con grandi feste, portandoci in giro entusiasta ci ha presentato tutti i membri della sua famiglia. La mamma, mi ha offerto subito un Chai, tipica bevanda indiana, che con un po’ di timore non ho potuto rifiutare per quanto ci teneva. Ci siamo messi in cerchio e con altri bambini venuti a curiosare abbiamo giocato con le foto, le tartarughe e chiacchierato, la piccola della scuola mi ha regalato un suo braccialetto dicendomi che ero suo fratello e dovevo tenerlo, anche se era la prima volta che mi vedeva, e dovevamo scambiarci assolutamente il numero di telefono per continuare a sentirci, anche qui grazie a quegli occhi non ho potuto rifiutare.

It took little time to introduce myself to some of them and thanks to Mara, one of the founders of the indian foundation, I got to know much about this small but huge reality that know has more than 500 girls that the foundation takes care of. She more than anyone else in this trip taught me about the cultural situation in India and, of how important it is to give them a future and how we can build big things like this school, from little actions of good done every day. Because of what I felt, my curiosity to get to know more about this reality and the need of the foundation of some specific pictures I decided to cut also the next stop from my itinerary so I could be able to stay here a few days more and help out. I visited some of the girls in their houses, one family likes in a tent and they welcomed us very warmly, since they couldn’t offer us anything they made us sit on their best accommodation and gave us a little magic demonstration it was such a strong experience to see this contrast. Also the alter girl welcomed us in her house with much joy, introducing us excited to all the members of her family. Her mom offered me chai right away and I could not refuse it because of how much hospitality means to them. We sat in a circle and also with other children who curiously came to see what was going on we started playing taking pictures, with turtles and chatted. The girl from school gave me as a gift one of her bracelets saying that I was her brother and I had to keep it, even if it was the first time she saw me and that we had to exchange phone numbers so we could continue talking and even then I could not refuse.

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E così è proseguita la mia permanenza a Pushkar conoscendo Bittu e il suo amico che mi hanno accompagnato nei luoghi più speciali di Pushkar. Deepu il Brahmino Presidente della Fondazione indiana che mi ha permesso di intervistarlo dopo la bellissima celebrazione della Puja nel lago sacro, tipica della città. Pinki con la quale siamo andati a mangiare italiano, tutte persone davvero meravigliose che hanno tanto da donare. Mi sono innamorato di Pushkar tanto che non sono riuscito a contare i numerosi viaggi attorno a questo piccolo lago scoprendo ogni volta quanto una cultura come quella induista possa essere magica, attraverso i suoi colori, la spiritualità, le sue tradizioni e i tramonti che danno davvero la sensazione che tutto cominci da qui, nel tuo universo. L’ultimo giorno abbiamo girato il progetto delle fotografie dei bimbi e con un po’ di stanchezza comunque anche questa esperienza mi ha regalato tanta soddisfazione nel sentirmi parte di qualcosa che potevo fare per loro, ed è ora che sto scrivendo ed è solo il 7′ giorno del mio viaggio in India, ancora mi aspetta una lunga strada, eppure scrivo con la sensazione di un viaggio già terminato. Riparto domani con una nuova consapevolezza e con una parte di cuore che rimarrà per sempre qui. Grazie Fior di Loro, grazie Pushkar.

Like this my stay in Pushkar continued meeting Bittu and his friend that brought me to the most special places in the city, Deepu the Brahmin and other founder of the school that allowed me to interview him after the beautiful ceremony of th puja on the sacred lake, that is tradition here and Pinky that came with us and Bittu to eat Italian pizza, they are all very specil people that have a lot to donate. I fell in love with Pushkar so much that I couldn’t count the numerous trips I took around the lake, and every time I found out more and more how the hindu culture can be magical with its colors, spirituality, tradition and sunsets that give you the impression that everying begins here, in your universe. The last day we did the project of the pictures for the girls and even if it was a little tiering also this experience L’ultimo giorno abbiamo girato il progetto delle fotografie dei bimbi e con un po’ di stanchezza comunque anche questa esperienza mi ha regalato tanta soddisfazione nel sentirmi parte di qualcosa che potevo fare per loro, ed è ora che sto scrivendo ed è solo il 7′ giorno del mio viaggio in India, ancora mi aspetta una lunga strada, eppure scrivo con la sensazione di un viaggio già terminato. Riparto domani con una nuova consapevolezza e con una parte di cuore che rimarrà per sempre qui. Grazie Fiore di loto, grazie Pushkar.

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