Raccontare per raccontarsi

Per una crescita consapevole

Lo storytelling

Comunicare è una funzione necessaria per l’essere umano; imparare a raccontare e a raccontarsi può risultare semplice per coloro che possiedono un’innata predisposizione a entrare in contatto con l’altro da sé, ma di fatto è un’abilità che può essere più complessa per altri.

Comunicare implica la capacità di ascoltare (non solo sentire), di osservare, di prendere in considerazione punti di vista diversi e di modificarli, di volta in volta e a seconda delle situazioni.

Raccontare significa trasmettere ad altri conoscenze, ma anche condividere valori, pensieri, fantasie, vissuti. Raccontarsi significa veicolare parti di sé e quindi conoscersi.


Struttura del progetto

Progetto “Una Fiaba è per sempre”
Raccolta delle fiabe che vengono trasmesse oralmente, tra le generazioni.

Questo progetto mira a raccogliere le fiabe che rappresentano i capisaldi della tradizione orale. Si parte col raccogliere per iscritto il racconto spontaneo delle favole dei bambini delle scuole indiane.

La considerazione di partenza è che le favole orali raccolgono in sé un universo di valori, tradizioni, ambizioni, vissuti più intimi della cultura che si tramanda nel tempo e tra le generazioni. Quali sono i protagonisti che ricorrono? Quali sono i personaggi buoni e quali i cattivi? Quali le paure che affrontano? E quali le gioie? Quali valori vogliono tramandare?

Ogni cultura ha le proprie favole e raccoglierle può permettere a noi di conoscere meglio e più intimamente la realtà nella quale si opera. Per gli studenti coinvolti significherà riflettere sul concetto di storia, sull’importanza di conoscere e salvaguardare le loro tradizioni e portarle avanti, custodendole e/o modificandole, ampliandole, adattandole alla nuova realtà che essi vivono nel presente e in una proiezione futura.

Raccontando, ognuno si racconterà. Raccogliendo le favole si incentiverà inevitabilmente l’importanza dell’ascolto, dell’interpretazione, dell’elaborazione personale e del pensiero magico.

Modalità operativa

Verranno selezionati i partecipanti delle scuole raccolti per gruppi d’età e a seconda della fascia il progetto verrà declinato ad hoc.

Obiettivo finale

Al termine della raccolta, le fiabe, nel dialetto locale, saranno tradotte in italiano e quindi potranno costituire materiale prezioso da raccogliere in una pubblicazione, o in una serie di pubblicazioni.

Il primo progetto delle fiabe è stato realizzato a febbraio 2017 a Pushkar. Sono state raccolte 24 fiabe, grazie all’aiuto e alla collaborazione dell’Ambasciata Italiana a Delhi e della Signora Seema Chari che le ha tradotte in italiano.

Siamo a lavoro con Curcio Editore per la pubblicazione della raccolta.

Le fiabe aiutano a ricordare, a rivivere, a esplorare il mondo, a classificare persone, destini, avvenimenti. Aiutano a costruire le strutture dell’immaginazione, che sono le stesse del pensiero. A stabilire il confine tra le cose vere e le cose inventate. Insomma, se le fiabe non esistessero bisognerebbe inventarle.

Gianni Rodari

100 obiettivi di AFLIN

Progetto fotografia di reportage
Introduzione all’uso della fotografia come mezzo di documentazione e di racconto della propria quotidianità.

La fotografia è uno strumento di comunicazione ormai d’uso comune. Imparare a fotografare significa imparare a osservare, selezionando.

É un mezzo per scoprire, è un modo per non dimenticare perché la fotografia è anche memoria. Osservare una fotografia significa imparare ad attribuire importanza agli elementi che autonomamente si sceglie di ritrarre, soprattutto è la scoperta di significati. Fotografare l’ambiente in cui si vive, le persone intorno e le cose che accadono significa imparare a cogliere, per poi riflettere.

Modalità operativa

La fotografia è presentata come un mezzo di comunicazione; vengono impartite le modalità base per utilizzare una fotocamera digitale e si forniscono i primi rudimenti utili alla corretta composizione di un’immagine. Piccoli gruppi operativi (da massimo 6 partecipanti omogenei per età) iniziano a familiarizzare con lo strumento e successivamente si visionano gli scatti raccolti.

A seguire, si consegna a ciascuno una fotocamera che potrà utilizzare per 3/4 giorni: lo scopo è quello di documentare la loro realtà familiare e domestica perché il nostro fine precipuo è di educare i bambini all’osservazione della propria quotidianità. Ogni scatto viene poi raccolto ed archiviato opportunamente (riportando nome dell’autore, data, luogo). A seguire, nel tempo si sceglieranno per ciascuno le fotografie più significative che verranno catalogate ed editate.

Materiale necessario

Fotocamere digitali, usate, raccolte in Italia, corredate da una scheda di memoria (siano esse compatte o reflex). Due memorie esterne per raccolta ed archiviazione. Un PC per poter vedere le immagini scattate.

Obiettivo finale

Raccogliere immagini significative utili a realizzare una serie di pubblicazioni.

Periodo di esecuzione

Dopo il grande successo di “100 obiettivi di AFLIN”, il progetto è in procinto di sbarcare con la seconda edizione. La prima edizione è stata realizzata nel febbraio 2017 a Pushkar nella scuola Fior di Loto, da cui è stata tratta una seguitissima mostra a Costigliole d’Asti presso il Castello medievale.

Attualmente è in corso la raccolta di altre macchine fotografiche usate, per vederne ancora delle belle. Daremo così la possibilità a tanti altri bambini, questa volta anche maschietti, di collezionare una bellissima esperienza e di avere uno strumento di conoscenza utile per il futuro mediante il presente. L’iniziativa è stata ideata e curata in loco dalla volontaria Betty Masini, amica e promotrice delle missioni di AFLIN.

Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento.

Henri Cartier-Bresson

I diari di Betty
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